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Sistema Zonale: è ancora attuale?


Il sistema zonale è stato ideato da Ansel Adams e Fred Archer all’inizio degli anni ’40 come metodo per ottenere negativi correttamente esposti e stampe col giusto contrasto, affiancandolo alla sola misurazione con l’esposimetro esterno.
In breve, molto breve, il sistema suddivide in 10 zone, dal bianco puto al nero puro, tutto lo spettro di luminanza di una scena.
Il fotografo, guardando la scena e misurando con l’esposimetro, può individuare la distribuzione delle varie zone nella fotografia per poter decidere che tipo di esposizione finale dare allo scatto in modo da preservare maggior dettaglio possibile nelle zone scure (es, un oggetto nella penombra) e in quelle molto chiare.
Tenete presente che all’epoca le macchine fotografiche non avevano gli esposimetri evoluti che abbiamo oggi (tipo il Matrix di Nikon), anzi, spesso e volentieri non avevano proprio esposimetro.
(update 28-10-2011): mi sono reso conto che questa descrizione del sistema zonale è estremamente generica e probabilmete molto superficiale. tenete presente che Adams la descrive in 3 libri.

E’ ancora attuale come metodo? Sì e no.
, perchè fornisce una tecnica molto precisa e ripetibile che, se usata spesso e assimilata con l’esperienza, è uno strumento precisissimo per esporre correttamente. Il fotografo che utilizza macchine precedenti gli anni 60 (dove difficilmente c’era un esposimetro integrato) ne può trarre giovamento per esporre meglio la fotografia.
No, perchè era nato essenzialmente per superare i limiti tecnici dell’epoca, dove da una parte c’erano negativi con poca capacità di trattare l’intero spettro di basse e alte luci, dall’altra carte fotografiche a contrasto fisso.
Per garantire la ripetibilità dei risultati e il maggior dettaglio possibile era quindi necessario strutturare il processo in modo che le varie fasi (scatto, sviluppo e stampa) fossero estremamente correlate e normate.

Oggi le pellicole hanno un grado di tolleranza di 2-3 stop, senza perdere eccessivi dettagli e, forse anche più importante, le carte fotografiche sono multicontrasto (carte multigrade).
Ci si può quindi abbastanza sbizzarrire nella fase di scatto e di sviluppo ed avere ancora margine di controllo in fase di stampa.
Rimane ovvio che una fotografia esposta male non sarà “bella” quanto una esposta con criterio, ma le evoluzioni tecniche ci sono venute in aiuto.

Di seguito alcuni approfondimenti sul tema Sistema Zonale:

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