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Posts Tagged ‘35mm’

Lomography Smartphone Film Scanner

21 gennaio 2013 Lascia un commento

Bazzicando un po’ su kickstarter (vi consiglio di buttarci un occhio ogni tanto), ho trovato questo nuovo progetto per digitalizzare i negativi delle nostre amate 35 mm.

Si tratta di un piccolo apparecchietto, da una parte si inserisce il negativo all’altro capo invece si appoggia uno smartphone (Apple o Android).
Una luce illumina il negativo e con una app dedicata si scatta la fotografia del negativo (una fotoscansione, non una vera e propria scansione).
L’app permette di rendere positivo lo scatto e poi salvare o inviare l’immagine.
Un po’ come aveva fatto Lomo per scansionare i video, gli autori del progetto cercano di rendere più semplice e intuitivo un passaggio che di solito richiede un investimento discreto e poi una serie di scocciature infinite in fase di scansione vera e propria.
Il prezzo base è 50 $, ma con qualche soldino in più ci si porta a casa anche una macchina fotorgafica lomo o la lomokino direttamente.

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Lomo è troppo avanti: digitalizzare il filmino 35mm del Lomokino

19 gennaio 2012 1 commento

Lomo è sempre un passo avanti. Hanno appena iniziato a vendere il nuovo aggeggino (Lomokino Smartphone Holder) per permettere una digitalizzazione semplice (e in piena filosofia Lomo) dei filmini fatti con il Lomokino.

Un piccolo proiettore si collega al tuo smartphone di fiducia e la videocamera riprende la pellicola illuminata. Niente di più semplice e niente di più Lomo.

(immagine presa da qui)

A questa pagina trovate tutti i dettagli.

Quale formato fotografico scegliere

11 gennaio 2012 2 commenti

La questione del formato è nata con le prime tecniche fotografiche. Subito dopo i primi tentativi di Daguerre e le innovazioni di Fox Talbot ognuno si lanciò a definire il proprio formato.
Chi privilegiava la trasportabilità, chi aveva bisogno di enorme risoluzione, ecc, e questo continua anche ai giorni nostri.
Col digitale non ci sono dubbi: il 95% dei fotografi hanno una bella reflex con il sensore half frame. Il full frame costa, come minimo, 1800€. Il medio formato almeno 6-7000€. Il grande formato sta solo sui satelliti spia.
Con la pellicola invece, a prezzi contenuti, il fotografo può decidere più facilmente il formato da utilizzare.
Con 100€ ci si può fare un kit minimissimo 35mm con una Olympus o una Yashica.
Con 200€ si fa il salto sul medio formato (di solito TLR giapponesi).
Con 400€ si trova qualche vecchia field camera per scattare in grande formato.

La domanda da porsi prima di acquistare una macchina fotografica, come sempre, è che diavolo ci voglio fare.
La premessa è e rimane che il  formato non influisce sulla qualità delle vostre fotografie.
Provo comunque a descrivere i pro e i contro dei vari formati.

35mm
Pro

  • estremamente portabile e trasportabile. Un kit con 3 lenti difficilmente pesa più di due kg.
  • poco costosa, estremamente disponibile, sia di macchine, che di pezzi di ricambio che di tipologie di rullini
  • estremamente diffusa la possibilità di sviluppo (se vai in Tanzania qualcuno lo trovi)
  • estremamente documentata online
  • molto semplice lo sviluppo a casa del B/N
  • qualità di stampa molto buona fino ad ingrandimenti 50×70
  • a parte per i notturni si scatta sempre a mano libera

Contro

  • la scansione della pellicola 35mm non da risultati eccellenti

Medio Formato
Pro

  • abbastanza portatile e trasportabile. Rispetto al 35 mm le macchine sono più grandi ma il numero di obiettivi è molto ridotto (di solito sono 3 per kit, un 50, un 80 e un 150)
  • qualità di stampa elevata, anche per ingrandimenti di grandi dimensioni
  • qualità di scansione molto buona
  • si scatta a mano libera tranne i notturni
  • molto semplice lo sviluppo a casa del B/N

Contro

  • poco disponibile sul mercato. Il nuovo ha costi alti, l’usato si trova a prezzi abbordabili
  • poco disponibili sul mercato rullini, obiettivi e pezzi di ricambio. Online ci si salva ancora
  • poco diffusa la possibilità di sviluppo professionale (rari casi e con risultati discordanti)

Grande formato
Pro

  • qualità dei negativi eccellente
  • facilità di scansione
  • qualità della stampa eccezionale, fino a dimensioni gigantesche (Gursky ad esempio stampa fotografie a dimensioni murali)
  • è il formato dei fotografi con le palle

Contro

  • poco disponibile sul mercato. Il nuovo si trova a prezzi irraggiungibili. L’usato è abbastanza fattibile ma non in perfette condizioni
  • poco se non per niente disponibili sul mercato le pellicole piane
  • poco disponibili pezzi di ricambio e obiettivi (la cui conservazione, data anche l’età, lascia molto a desiderare)
  • poco diffusa la possibilità di sviluppo professionale
  • lo sviluppo a casa è fattibile con alcuni accorgimenti
  • si scatta sempre con il cavalletto, per il peso della macchina e per gli obiettivi poco luminosi
  • peso complessivo elevato, quindi poco trasportabile

LomoKino, ovvero quando Lomo passa al film

4 novembre 2011 1 commento

20111104-001545.jpg

Normalmente non ne parlerei in quanto si tratta di film e non di fotografia ma il nuovo nato in casa Lomo è interessante.
Niente di nuovo sotto il sole tranne forse l’utilizzo di rullini di qualsiasi tipo in formato 135 (quello classico diciamo) quindi anche delle belle pellicole in bianco e nero che ci si può sviluppare a casa (per questo mi sono soffermato sul nuovo gadget).
Le specifiche tecniche contano poco in questo caso: si tratta di una videocamera a manovella da 144 scatti (tra i 35 e i 50 secondi di film a 3-4 frame per secondo), ottica da 25 mm con apertura da f5.6 a f11, tempo di scatto 1/100 di sec e distanza di messa a fuoco minima di 1 metro.
Il formato è 24 x 8,5 (per questo su un rullo da 36 pose escono 144 scatti).
Il costo è di 80$ e con 20$ in più si può avere anche il LomoKinoScope cioè il proiettore per vedere il nostro bel filmino muto.
Qua la recensione di Engadget, da cui è tratta anche l’immagine

La spesa non è molta per chi si vuole lanciare in questa avventura (chi di voi ha visto Super8 di Steven Spielberg?) e i risultati sono tutti da vedere.
Sappiate solo che sul mercato dell’usato si trovano valanghe di videocamere di alto livello tecnico il cui futuro è meno roseo di questo “nuovo” prodotto.