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Archive for the ‘tecnica’ Category

Lomography Smartphone Film Scanner

21 gennaio 2013 Lascia un commento

Bazzicando un po’ su kickstarter (vi consiglio di buttarci un occhio ogni tanto), ho trovato questo nuovo progetto per digitalizzare i negativi delle nostre amate 35 mm.

Si tratta di un piccolo apparecchietto, da una parte si inserisce il negativo all’altro capo invece si appoggia uno smartphone (Apple o Android).
Una luce illumina il negativo e con una app dedicata si scatta la fotografia del negativo (una fotoscansione, non una vera e propria scansione).
L’app permette di rendere positivo lo scatto e poi salvare o inviare l’immagine.
Un po’ come aveva fatto Lomo per scansionare i video, gli autori del progetto cercano di rendere più semplice e intuitivo un passaggio che di solito richiede un investimento discreto e poi una serie di scocciature infinite in fase di scansione vera e propria.
Il prezzo base è 50 $, ma con qualche soldino in più ci si porta a casa anche una macchina fotorgafica lomo o la lomokino direttamente.

Mercatini dell’usato a Milano

18 gennaio 2013 1 commento

Riprendendo il tema di inizio settimana, ho raccolto un po’ di mercatini dove è possibile trovare materiale fotografico di 3/4 mano 🙂

  • mercatino della Bovisa, Piazzale della Stazione Ferrovie Nord, tutte le domeniche mattina
  • Festivalpark, in zona Ortomercato (via Sacile tra piazza Bologna e piazzale Cuoco), tutte le domeniche mattina fino alle 15
  • mercatino dell’usato di San Donato, parcheggio SNAM (Metro 3), ultima domenica del mese (4a e 5a domenica) dalla mattina fino alle 17
  • mercatino di Corsico, via Togliatti, prima e terza domenica del mese, dalla mattina fino alle 17
  • mercatino di Corsico, Alzaia Trento, parco ex area Pozzi lungo il Naviglio, secondo e quarto sabato del mese, dalla mattina alle 17
  • mercatino di Buccinasco, via Emilia, seconda domenica del mese, dalla mattina alle 17
  • mercatino dell’usato di Porta Genova (NON E’ LA FIERA DI SENIGALLIA) in Via Valenza, angolo Alzaglia Naviglio Grande, tutte le domeniche mattina
  • Fiera di Senigallia, come il precedente ma il sabato pomeriggio

Questi sono quelli dove è più probabile trovare usato fotografico. Se avete altre segnalazioni o trovate il post lacunoso fatemi sapere che lo aggiorno volentieri.

Un po’ di silenzio e di statistiche

15 gennaio 2013 Lascia un commento

Mi sono preso una bella pausa, dallo scrivere e dalla fotografia analogica.
L’estate mi ha fermato nello sviluppo per la temperatura, l’autunno per le molte cose da fare e il poco tempo da poter dedicare alla scrittura.
Ma ora si ricomincia, sì. Il tempo finalmente volge al brutto, la temperatura è quella giusta.
E’ ora di sviluppare!

Ultimamente poi ho notato un notevole aumento delle letture dei vecchi post. Quasi doppie rispetto a quando ero attivo.
Forse è meglio se sto zitto?
Forse è solo che molta gente a Natale ha ricevuto una vecchia macchina analogica o una Polaroid. Quanti ne ho visto sui vari social che si bullavano giustamente della nuova arrivata.

E quindi ben vengano nuove generazioni di fotografi analogici! Il mondo vi aspetta.
Intanto metto qua una lista di post utili per iniziare in analogico.

La tecnica di sviluppologistica, preparazione dei prodotti chimici, preparare il rullino, lo sviluppo, l’archiviazione.
Sviluppo e saluteè pericoloso sviluppare, come si conservano i chimici
La scelta della macchina fotografica: il formato, come controllare una macchina usata, come controllare un obiettivo.

Blog Analogico: Diary of a Messy Lady

19 giugno 2012 Lascia un commento

Oggi vi suggerisco un blog molto interessante, ricco di recensioni, fotografie, tecniche e spessore fotografico, tenuto da Romina.

Molte recensioni sul mondo lomo. Da non perdere

Variazioni sulla fotografia Pinhole: Pinhegg di Francesco Capponi

28 maggio 2012 1 commento

La fotografia pinhole o a camera stenopeica è una tecnica molto “antica” per cui da un piccolissimo foro si fa filtrare la luce che impressiona l’emulsione. Non c’è bisogno di lenti, otturatori, esposimetri, arzigogoli tecnologici o altro. Si tratta di puro artigianato fotografico.

La cosa molto interessante è che chiunque può costruirsi una macchinetta pinhole ed esporre rullini standard (per i novizi) oppure utilizzare direttamente l’emulsione se si è un po’ più sgamati con la chimica.
Francesco Capponi ha inventato o reinventato la Pinhegg photography cioè utilizza l’interno di un guscio d’uovo come macchina fotografica.

immagine tratta dal sito http://www.lomography.com/

Sul sito Lomography trovate l’articolo di Francesco con la guida per fare anche voi l’uomo fotografico.
Visitate anche il sito di Francesco, molto ricco di informazioni, tecniche pinhole e storia fotografica.

Workshop di fotografia: matrimoni

2 maggio 2012 Lascia un commento

Ho partecipato due settimane fa ad un workshop, tenuto da Roberto Lavini di Camera Creativa, sulla fotografia di matrimonio nella sua espressione più moderna, quella  Reportage.

Devo dire che era il primo corso che facevo perchè mi sono sempre  auto-formato e quindi ero un po’ titubante. Cosciente dei miei limiti (soprattutto nella fotografia “dinamica” di persone e ritratti) ma comunque titubante.
Beh è stata un’esperienza incredibile. Mettersi a lavorare a fianco di gente che fa il mestiere da anni apre la mente e ti da quello che decine e decine di libri (o siti internet) non ti possono dare.
Sono le sensazioni, le ansie che il fotografo prova prima di iniziare; i rischi, le 4 dritte così banali e ovvie che non ci penseresti mai.
Insomma, non volevo raccontare qualcosa di ovvio, ma solleticarvi la voglia di fare corsi, workshop.
Uscite e scattate con chi ha più esperienza: è impagabile.

PS: sempre Camera Creativa tiene un altro workshop sul ritratto per matrimoni sabato 12.

Usato garantito: storia di calottine e del non saperla lunga

13 aprile 2012 1 commento

Settimana scorsa ho portato a riparare la Nikon FE2 che ha improvvisamente deciso di non scattare più.
La leva non avanzava, le tendine non si muovevano e lo specchio era imbambolato. Cambiata la batteria e lanciato un paio di imprecazioni non replicabili sul blog, l’ho portata dal riparatore di UnionFotomarket.
Il tipo la guarda con aria tra lo storto e il sornione e mi fa “ma questa qui ha mai funzionato?”.
Io perplesso “certo, una decina di  rullini li ho fatti”.
Lui “no perchè vedi qua la calottina, è schiacciata. Questa è caduta dall’alto e s’è piegata. Vedi qui?”.
Io sgrano gli occhi, riprendo in mano la macchina. La guardo bene da vicino ed effettivamente è schiacciata.
Due anni che ce l’ho e non me ne sono mai accorto.

Perchè questo discorso? Perchè alla fine c’è sempre qualcuno più esperto e qualcuno che ne sa di più.
Quando acquistate usato, fatevi sempre consigliare o chiedete un secondo parere. Quattro occhi sono sempre meglio di due, soprattutto se smaniate di fare vostra quella vecchia macchinetta che inseguite da tempo.

E’ primavera: si risveglia la fotografia analogica

21 marzo 2012 Lascia un commento

Quale momento migliore per iniziare o tornare a scattare in analogico?
Quale periodo migliore per sviluppare i propri rullini?
La temperatura è giusta, le giornate si allungano e la vita torna a risvegliarsi dopo l’inverno.
Raccolgo un po’ di idee per i novizi della fotografia analogica.

La tecnica di sviluppo:  logistica, preparazione dei prodotti chimici, preparare il rullino, lo sviluppo, l’archiviazione.
Sviluppo e salute:  è pericoloso sviluppare, come si conservano i chimici
La scelta della macchina fotogrfica: il formato, come controllare una macchina usata, come controllare un obiettivo.

Buon divertimento!

Sviluppare a casa – parte 5: la gestione del negativo sviluppato

16 marzo 2012 4 commenti

Finalmente avete sviluppato il vostro negativo ed ora lo tenete tra le mani. Che fare ora?
I passaggi di solito sono 3: asciugatura, taglio e archiviazione

Asciugatura
Il negativo deve essere messo a sgocciolare in posizione verticale, quindi attaccando un’estremità ad un qualsiasi appiglio che gli permetta di non toccare terra e/o venire in contatto con qualsiasi oggetto e polvere.
Tenete presente che il negativo bagnato è appiccicoso in modo impressionante ed attira la polvere come lo swiffer.
Personalmente mi approprio dello sgabuzzino e appendo il negativo ad un ometto di metallo (sì, proprio quello su cui appendete le camicie) con una molletta di plastica. Il negativo messo in questa posizione comincerà a gocciolare, quindi mettete per terra uno straccio.
Alcuni, prima di appendere il negativo, lo passano con delle pinze speciali che tolgono la maggior parte dell’acqua.

immagine tratta dal sito http://gianmariaveronese.com, dove è presente anche una guida allo sviluppo

Il mio consiglio è di NON usarle. Se le pinze sono sporche o la gomma rovinata, vi righeranno il negativo.
Esistono in commercio degli armadietti speciali per appendere il negativo ad asciugare in modo che non prenda polvere. Si possono anche autocostruire ma per mia esperienza, ci deve essere veramente molta polvere in sospensione per incidere sul risultato finale.
Sicuramente non deve esserci circolo d’aria, che spinge la polvere ad alzarsi.
Altro appunto importante: non serve riscaldare il negativo per farlo asciugare. Quindi assolutamente NO phon e NO termosifoni.
Il caldo fa arricciare e piegare il negativo!
Nel giro di qualche ora il negativo sarà asciutto. Se sono evidenti delle macchie bianche, probabilmente residui di calcare, consiglio di rilavare il negativo con acqua distillata ed imbibente. Non forzate la mano e siate il più delicati possibile quando lo lavate, in modo da non rigarlo.

Taglio
Se siete pignoli maneggiate il negativo usando dei guanti per evitare di lasciare tracce di grasso: queste sono molto più visibili della polvere.
Prendete una forbice e tagliate della lunghezza del portanegativi in acetato che DOVETE avere sottomano.
Solitamente per il 35mm sono 4 esposizioni, per il 120 sono 3.

Archiviazione
Il negativo tagliato va inserito nella custodia di acetato, e poi riposto in luogo asciutto e mai esposto al sole.
Se il negativo è molto incurvato potete “pressarlo” quando è nell’acetato, appoggiandolo ad una superficie piana e mettendoci sopra dei libri. Non esagerate troppo col peso.

Ora siete pronti per stampare o scannerizzare il negativo!

Sviluppare a casa – parte 4: lo sviluppo del negativo

13 marzo 2012 2 commenti

Avete fatto un sacco di preparativi, vi siete presi una mezz’oretta di distacco dal mondo e siete pronti a sviluppare il vostro primo negativo.
Prima di fare qualsiasi cosa dovete misurare la temperatura dello sviluppo. Lo sviluppo e il tempo relativo è calcolato sulla temperatura media di 20C°. Si può sviluppare sopra o sotto questa temperatura, con un massimo di differenza di 2 gradi.
Il cambiamento di temperatura comporta anche un cambiamento nei tempi. Usate l’app o il sito Massive Dev Chart per capire come varia il tempo di sviluppo.
Se la temperatura è meno di 18 gradi o superiore ai 22, bisogna riscaldare il chimico (immergendolo in acqua tiepida per qualche minuto) oppure passarlo in frigorifero.

Checklist di controllo di quello che dovete avere sotto mano:

  • tank caricata
  • bottiglie dei chimici + imbibente
  • caraffa graduata (una o più)
  • imbuto
  • termometro
  • cronometro o app dedicata
  • strofinaccio
  • disponibilità di acqua corrente e scarico (il WC non è male)

Lo sviluppo è suddiviso in 6 fasi: sviluppo, stop, fissaggio, lavaggio, imbibente e estrazione.
Non spaventatevi per la lista sotto, è la descrizione passo passo (quindi prolissa) del processo.

Fase 1: Sviluppo

  • misurate la temperatura e calcolo il tempo di sviluppo
  • prendete la tank e la bottiglia dello sviluppo
  • fate partire il timer e in contemporanea versate velocemente tutto il liquido nella tank
  • chiudete la tank con il tappo a tenuta stagna e cominciate le inversioni. L’nversione implica che la tank vada a testa in giù. Il movimente deve essere veloce, con circa un’inversione ogni 2 secondi.
  • dopo le prime 2 inversioni bisogna dare un colpo secco al fondo della tank, picchiandola di piatto. Non siate timidi. Il colpo deve proprio essere ben assestato, per “staccare” le bollicine d’aria che si sono formate sulla pellicola ed impediscono al liquido di sviluppo di fare il suo lavoro. E’ fondamentale riuscire a fare questa azione nei primi 10 secondi dal versamento del liquido di sviluppo.
  • continuate le inversioni fino a che non scade il primo minuto
  • raddrizzate la tank
  • colpo secco sul fondo
  • inversioni per 10 secondi
  • colpo secco
  • 50 secondi di riposo. Significa che non dovete proprio toccare la tank, ma lasciarla a riposare appoggiata da qualche parte
  • 5 secondi prima che scatti il secondo minuto riprendete la tank in mano
  • inversioni per 10 secondi
  • colpo secco
  • 50 secondi di riposo. E così via per i minuti di sviluppo che avete calcolato
  • 10 secondi prima dello scadere del timer stappate e cominciate a svuotare la tank. Vi consiglio di svuotarla in una caraffa e non nella bottiglia perchè farlo velocemente è complicato e bisogna rispettare assolutamente i tempi

Fase 2: Stop

  • svuotata la tank si riempie con il liquido di stop, e si tappa
  • 60 secondi di inversioni
  • appoggiate la tank. Ci possiamo prendere un attimo di respiro. Lo stop non è pericoloso per il negativo come lo sviluppo
  • svuotate la caraffa piena di liquido di sviluppo nella bottiglia utilizzando l’imbuto
  • sciacquate la caraffa
  • sciacquate l’imbuto
  • stappate la tank e versate lo stop nella sua bottiglia utilizzando l’imbuto
  • lavate l’imbuto
  • se uno ha a disposizione più caraffe può accelerare lo svuotamento dello stop e lavare le caraffe alla fine

Fase 3: Fissaggio

  • prendete la bottiglia del fissaggio
  • fate partire il timer e versate il liquido nella tank.
  • tappate la tank
  • dopo le prime 2 inversioni bisogna dare un colpo secco al fondo della tank
  • continuate le inversioni per tutto il primo minuto
  • colpo secco
  • lasciate riposare per un minuto
  • dieci secondi di inversioni
  • colpo secco
  • avanti così fino allo scadere del tempo di fissaggio (di solito 5 minuti)
  • dieci secondi prima dello scadere del timer, stappate la tank e versate il liquido di fissaggio nella bottiglia con l’imbuto
  • lavate l’imbuto

Fase 4: Lavaggio

  • riempite la tank di acqua (il massimo sarebbe di acqua distillata)
  • tappate ed eseguite 10 inversioni
  • svuotate nel WC
  • riempite nuovamente con acqua
  • tappate ed eseguite 20 inversioni
  • svuotate nel WC
  • riempite nuovamente con acqua
  • tappate ed eseguite 20 inversioni
  • svuotate nel WC
  • se proprio siete dei perfezionisti lasciate la tank sotto acqua corrente per 10 minuti e poi svuotate

Fase 5: Imbibente

  • staccate il tappo a tenuta di luce della tank e posatelo da una parte
  • vedrete sul fondo della tank la spirale col vostro negativo sviluppato
  • riempite la tank d’acqua fino a ricoprire la spirale
  • fate cadere nell’acqua 1 o 2 gocce di imbibente e con il dito fate fare due o tre giri alla spirale
  • lasciate riposare per due minuti
  • svuotate nel WC
  • riempite la tank di acqua per un’ultima volta, date un paio di giri alla spirale
  • svuotate nel WC

Fase 6: Estrazione

  • estraete la spirale dalla tank
  • prendendo la spirale tra le due mani, giratela gentilmente in modo da farla aprire
  • il negativo rimarrà attaccato ad una delle due parti della spirale
  • gentilmente staccate il negativo dalla spirale
  • prendete un’estremità del negativo sviluppato e lasciate che si srotoli. Attenzione che il rullino può essere molto lungo, anche più di un metro, quindi evitate di farlo toccare terra
  • mettete ad asciugare il negativo

Lavate la tank, i tappi, caraffe, spirale e imbuti con acqua corrente e mettete tutto ad asciugare (non asciugateli con strofinacci o carta assorbente perchè lasciano polvere).
Ora dovete solo aspettare che sia asciutto il negativo!

In coda vi lascio alcuni videotutorial che possono chiarirvi un po’ i passaggi