Archivio

Posts Tagged ‘pellicola’

Alcune segnalazioni analogiche

21 febbraio 2013 2 commenti

Stavo cercando dove fosse finita la mostra di Weston, mannaggia a me che pensavo continuasse per tutto febbraio a Modena, e mi sono imbattuto in alcuni “luoghi” interessanti, che condivido con voi:

  • il sito/forum analogica.it, contiene una bella community di analogisti e molte informazioni sul nostro piccolo mondo
  • l’articolo e soprattutto i commenti (roba spassosissima diciamo) del Corriere della Sera su un lavoro fotografico che racconta la morte dell’analogico
  • un interessante articolo con dialogo al grande Gabriele Basilico, morto recentemente
  • il servizio di sviluppo e stampa rulluni di lomography.it, per chi non se la sente di sviluppare a casa

Buone letture!

Annunci

E’ primavera: si risveglia la fotografia analogica

21 marzo 2012 Lascia un commento

Quale momento migliore per iniziare o tornare a scattare in analogico?
Quale periodo migliore per sviluppare i propri rullini?
La temperatura è giusta, le giornate si allungano e la vita torna a risvegliarsi dopo l’inverno.
Raccolgo un po’ di idee per i novizi della fotografia analogica.

La tecnica di sviluppo:  logistica, preparazione dei prodotti chimici, preparare il rullino, lo sviluppo, l’archiviazione.
Sviluppo e salute:  è pericoloso sviluppare, come si conservano i chimici
La scelta della macchina fotogrfica: il formato, come controllare una macchina usata, come controllare un obiettivo.

Buon divertimento!

Quale pellicola usava Henry Cartier Bresson?

8 marzo 2012 Lascia un commento

Altra ricerca che mi ha incuriosito è relativa a quale pellicola usava il pioniere e maestro della street photograpy.
Ho spulciato diversi siti e forum e ovviamente ognuno fornisce una versione diversa. Chi dice Ilford, chi dice Kodak XX (la nonna della Tri-X), chi dice quello che trovava a portata di mano.
Per come era metodico (nel senso di tecnica, non di soggetti) credo che oggi riderebbe di questa curiosità. E’ molto probabile che utilizzasse sempre la stessa pellicola e ISO (fino a metà anni 30 le più veloci erano le 200), per garantirsi la massima riproducibilità dei risultati e semplicità di scatto.
Ricordarsi il tipo di pellicola e ISO era ed è solo una perdita di tempo, tempo che era cruciale per le sue fotografie.
Oggi con il digitale in teoria è tutto più facilitato con gli ISO automatici e le sensibilità che si possono raggiungere senza interferire troppo con la qualità dell’immagine.
E pure le pellicole di cui disponiamo oggi sono molto più flessibili rispetto a quelle che aveva a disposizione HCB.

Ma il metodo di Bresson deve farci riflettere: diventare un tutt’uno con la pellicola e la macchina fotografica, che man mano diventano un’estensione di me stesso per scattare istintivamente, senza mettersi a pensare troppo al tecnicismo ma concentrandosi solo sulla composizione e sul soggetto.

Qualità Hasselblad: un buon motivo per tornare all’analogico?

6 marzo 2012 2 commenti

E’ troppo divertente inseguire le search sul blog, alla fine è come rispondere dopo alcuni giorni a domande che nemmeno ti sono state fatte direttamente.

Per tornare sul tema: Hasselblad per l’analogico. Un connubio vincente?
Sì, sicuramente. Le Hassy sono rinomate per la qualità e robustezza di costruzione, per numero e qualità degli obiettivi, per il numero di accessori e di combinazioni disponibili. Sono anche rinomate per il loro costo sopra lo standard e per il non essere molto ergonomiche (ma fanno benissimo il loro lavoro).
Premettendo che sono medio-formato quindi la resa è eccezionale, per chi si avvicina al mondo della pellicola costituiscono forse uno scoglio economico.
Un kit base (con una lente) in buono stato viaggia tra i 500€ e gli 800€.
Con questi soldi (i 500€ intendo) potete acquistare:

  • una Yashicamat 124G (massimo 200€ se fosse nuova)
  • il kit completo di sviluppo (sui 120€)
  • un ingranditore per medio formato con lente (da 80€ a 150€ cercando bene)

e con i restanti 30€ offrire una pizza alla fidanzata.

Non sto rinnegando le Hasselblad, solo fatevi bene i conti di quanto volete spendere per iniziare nel mondo analogico.
Se invece state facendo il passaggio da 35mm a medio formato, la Hassy è di sicuro un ottimo investimento (difficilmente perde prezzo), un ottimo strumento per espandere ed esprimere la propria creatività.

La spirale che ti rovina la foto

1 febbraio 2012 3 commenti

Ho ripreso a sviluppare, in modalità industriale quasi, e il tempo per far le cose per bene mi manca.
E questo è un problema quando si tratta di gestire bene il negativo.

Avevo già parlato della spirale e come il passaggio dello sviluppo che la riguarda sia uno dei più complessi.
Qui vedete i risultati di un negativo che è stato estratto a forza dalla spirale perché incastrato.
Le pieghe che si formano sembrano impercettibili al tatto (ricordatevi che siete nella changing bag, non vedete nulla) quindi scoprirete se avete fatto danni solo quando avrete finito lo sviluppo.
Per far le cose per bene ricordatevi di avere le spirali perfettamente asciutte, il negativo tagliato agli angoli di un’estremità, e fate le cose con la dovuta calma, senza perdere la pazienza.

Le prime volte che si sviluppa è facile far incastrare il negativo sulla spirale, ma con la pratica diventa un evento raro.

20120120-171544.jpg

20120120-171743.jpg

Decisioni estreme per un viaggio a Londra 3: i risultati

1 febbraio 2012 Lascia un commento

Con colpevole ritardo, pubblico su Flickr le foto (decenti) che ho fatto in Gran Bretagna.

4 giorni – 5 rullini

Quale formato fotografico scegliere

11 gennaio 2012 2 commenti

La questione del formato è nata con le prime tecniche fotografiche. Subito dopo i primi tentativi di Daguerre e le innovazioni di Fox Talbot ognuno si lanciò a definire il proprio formato.
Chi privilegiava la trasportabilità, chi aveva bisogno di enorme risoluzione, ecc, e questo continua anche ai giorni nostri.
Col digitale non ci sono dubbi: il 95% dei fotografi hanno una bella reflex con il sensore half frame. Il full frame costa, come minimo, 1800€. Il medio formato almeno 6-7000€. Il grande formato sta solo sui satelliti spia.
Con la pellicola invece, a prezzi contenuti, il fotografo può decidere più facilmente il formato da utilizzare.
Con 100€ ci si può fare un kit minimissimo 35mm con una Olympus o una Yashica.
Con 200€ si fa il salto sul medio formato (di solito TLR giapponesi).
Con 400€ si trova qualche vecchia field camera per scattare in grande formato.

La domanda da porsi prima di acquistare una macchina fotografica, come sempre, è che diavolo ci voglio fare.
La premessa è e rimane che il  formato non influisce sulla qualità delle vostre fotografie.
Provo comunque a descrivere i pro e i contro dei vari formati.

35mm
Pro

  • estremamente portabile e trasportabile. Un kit con 3 lenti difficilmente pesa più di due kg.
  • poco costosa, estremamente disponibile, sia di macchine, che di pezzi di ricambio che di tipologie di rullini
  • estremamente diffusa la possibilità di sviluppo (se vai in Tanzania qualcuno lo trovi)
  • estremamente documentata online
  • molto semplice lo sviluppo a casa del B/N
  • qualità di stampa molto buona fino ad ingrandimenti 50×70
  • a parte per i notturni si scatta sempre a mano libera

Contro

  • la scansione della pellicola 35mm non da risultati eccellenti

Medio Formato
Pro

  • abbastanza portatile e trasportabile. Rispetto al 35 mm le macchine sono più grandi ma il numero di obiettivi è molto ridotto (di solito sono 3 per kit, un 50, un 80 e un 150)
  • qualità di stampa elevata, anche per ingrandimenti di grandi dimensioni
  • qualità di scansione molto buona
  • si scatta a mano libera tranne i notturni
  • molto semplice lo sviluppo a casa del B/N

Contro

  • poco disponibile sul mercato. Il nuovo ha costi alti, l’usato si trova a prezzi abbordabili
  • poco disponibili sul mercato rullini, obiettivi e pezzi di ricambio. Online ci si salva ancora
  • poco diffusa la possibilità di sviluppo professionale (rari casi e con risultati discordanti)

Grande formato
Pro

  • qualità dei negativi eccellente
  • facilità di scansione
  • qualità della stampa eccezionale, fino a dimensioni gigantesche (Gursky ad esempio stampa fotografie a dimensioni murali)
  • è il formato dei fotografi con le palle

Contro

  • poco disponibile sul mercato. Il nuovo si trova a prezzi irraggiungibili. L’usato è abbastanza fattibile ma non in perfette condizioni
  • poco se non per niente disponibili sul mercato le pellicole piane
  • poco disponibili pezzi di ricambio e obiettivi (la cui conservazione, data anche l’età, lascia molto a desiderare)
  • poco diffusa la possibilità di sviluppo professionale
  • lo sviluppo a casa è fattibile con alcuni accorgimenti
  • si scatta sempre con il cavalletto, per il peso della macchina e per gli obiettivi poco luminosi
  • peso complessivo elevato, quindi poco trasportabile