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Sviluppare a casa – parte 5: la gestione del negativo sviluppato

16 marzo 2012 4 commenti

Finalmente avete sviluppato il vostro negativo ed ora lo tenete tra le mani. Che fare ora?
I passaggi di solito sono 3: asciugatura, taglio e archiviazione

Asciugatura
Il negativo deve essere messo a sgocciolare in posizione verticale, quindi attaccando un’estremità ad un qualsiasi appiglio che gli permetta di non toccare terra e/o venire in contatto con qualsiasi oggetto e polvere.
Tenete presente che il negativo bagnato è appiccicoso in modo impressionante ed attira la polvere come lo swiffer.
Personalmente mi approprio dello sgabuzzino e appendo il negativo ad un ometto di metallo (sì, proprio quello su cui appendete le camicie) con una molletta di plastica. Il negativo messo in questa posizione comincerà a gocciolare, quindi mettete per terra uno straccio.
Alcuni, prima di appendere il negativo, lo passano con delle pinze speciali che tolgono la maggior parte dell’acqua.

immagine tratta dal sito http://gianmariaveronese.com, dove è presente anche una guida allo sviluppo

Il mio consiglio è di NON usarle. Se le pinze sono sporche o la gomma rovinata, vi righeranno il negativo.
Esistono in commercio degli armadietti speciali per appendere il negativo ad asciugare in modo che non prenda polvere. Si possono anche autocostruire ma per mia esperienza, ci deve essere veramente molta polvere in sospensione per incidere sul risultato finale.
Sicuramente non deve esserci circolo d’aria, che spinge la polvere ad alzarsi.
Altro appunto importante: non serve riscaldare il negativo per farlo asciugare. Quindi assolutamente NO phon e NO termosifoni.
Il caldo fa arricciare e piegare il negativo!
Nel giro di qualche ora il negativo sarà asciutto. Se sono evidenti delle macchie bianche, probabilmente residui di calcare, consiglio di rilavare il negativo con acqua distillata ed imbibente. Non forzate la mano e siate il più delicati possibile quando lo lavate, in modo da non rigarlo.

Taglio
Se siete pignoli maneggiate il negativo usando dei guanti per evitare di lasciare tracce di grasso: queste sono molto più visibili della polvere.
Prendete una forbice e tagliate della lunghezza del portanegativi in acetato che DOVETE avere sottomano.
Solitamente per il 35mm sono 4 esposizioni, per il 120 sono 3.

Archiviazione
Il negativo tagliato va inserito nella custodia di acetato, e poi riposto in luogo asciutto e mai esposto al sole.
Se il negativo è molto incurvato potete “pressarlo” quando è nell’acetato, appoggiandolo ad una superficie piana e mettendoci sopra dei libri. Non esagerate troppo col peso.

Ora siete pronti per stampare o scannerizzare il negativo!

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Sviluppare a casa – parte 4: lo sviluppo del negativo

13 marzo 2012 2 commenti

Avete fatto un sacco di preparativi, vi siete presi una mezz’oretta di distacco dal mondo e siete pronti a sviluppare il vostro primo negativo.
Prima di fare qualsiasi cosa dovete misurare la temperatura dello sviluppo. Lo sviluppo e il tempo relativo è calcolato sulla temperatura media di 20C°. Si può sviluppare sopra o sotto questa temperatura, con un massimo di differenza di 2 gradi.
Il cambiamento di temperatura comporta anche un cambiamento nei tempi. Usate l’app o il sito Massive Dev Chart per capire come varia il tempo di sviluppo.
Se la temperatura è meno di 18 gradi o superiore ai 22, bisogna riscaldare il chimico (immergendolo in acqua tiepida per qualche minuto) oppure passarlo in frigorifero.

Checklist di controllo di quello che dovete avere sotto mano:

  • tank caricata
  • bottiglie dei chimici + imbibente
  • caraffa graduata (una o più)
  • imbuto
  • termometro
  • cronometro o app dedicata
  • strofinaccio
  • disponibilità di acqua corrente e scarico (il WC non è male)

Lo sviluppo è suddiviso in 6 fasi: sviluppo, stop, fissaggio, lavaggio, imbibente e estrazione.
Non spaventatevi per la lista sotto, è la descrizione passo passo (quindi prolissa) del processo.

Fase 1: Sviluppo

  • misurate la temperatura e calcolo il tempo di sviluppo
  • prendete la tank e la bottiglia dello sviluppo
  • fate partire il timer e in contemporanea versate velocemente tutto il liquido nella tank
  • chiudete la tank con il tappo a tenuta stagna e cominciate le inversioni. L’nversione implica che la tank vada a testa in giù. Il movimente deve essere veloce, con circa un’inversione ogni 2 secondi.
  • dopo le prime 2 inversioni bisogna dare un colpo secco al fondo della tank, picchiandola di piatto. Non siate timidi. Il colpo deve proprio essere ben assestato, per “staccare” le bollicine d’aria che si sono formate sulla pellicola ed impediscono al liquido di sviluppo di fare il suo lavoro. E’ fondamentale riuscire a fare questa azione nei primi 10 secondi dal versamento del liquido di sviluppo.
  • continuate le inversioni fino a che non scade il primo minuto
  • raddrizzate la tank
  • colpo secco sul fondo
  • inversioni per 10 secondi
  • colpo secco
  • 50 secondi di riposo. Significa che non dovete proprio toccare la tank, ma lasciarla a riposare appoggiata da qualche parte
  • 5 secondi prima che scatti il secondo minuto riprendete la tank in mano
  • inversioni per 10 secondi
  • colpo secco
  • 50 secondi di riposo. E così via per i minuti di sviluppo che avete calcolato
  • 10 secondi prima dello scadere del timer stappate e cominciate a svuotare la tank. Vi consiglio di svuotarla in una caraffa e non nella bottiglia perchè farlo velocemente è complicato e bisogna rispettare assolutamente i tempi

Fase 2: Stop

  • svuotata la tank si riempie con il liquido di stop, e si tappa
  • 60 secondi di inversioni
  • appoggiate la tank. Ci possiamo prendere un attimo di respiro. Lo stop non è pericoloso per il negativo come lo sviluppo
  • svuotate la caraffa piena di liquido di sviluppo nella bottiglia utilizzando l’imbuto
  • sciacquate la caraffa
  • sciacquate l’imbuto
  • stappate la tank e versate lo stop nella sua bottiglia utilizzando l’imbuto
  • lavate l’imbuto
  • se uno ha a disposizione più caraffe può accelerare lo svuotamento dello stop e lavare le caraffe alla fine

Fase 3: Fissaggio

  • prendete la bottiglia del fissaggio
  • fate partire il timer e versate il liquido nella tank.
  • tappate la tank
  • dopo le prime 2 inversioni bisogna dare un colpo secco al fondo della tank
  • continuate le inversioni per tutto il primo minuto
  • colpo secco
  • lasciate riposare per un minuto
  • dieci secondi di inversioni
  • colpo secco
  • avanti così fino allo scadere del tempo di fissaggio (di solito 5 minuti)
  • dieci secondi prima dello scadere del timer, stappate la tank e versate il liquido di fissaggio nella bottiglia con l’imbuto
  • lavate l’imbuto

Fase 4: Lavaggio

  • riempite la tank di acqua (il massimo sarebbe di acqua distillata)
  • tappate ed eseguite 10 inversioni
  • svuotate nel WC
  • riempite nuovamente con acqua
  • tappate ed eseguite 20 inversioni
  • svuotate nel WC
  • riempite nuovamente con acqua
  • tappate ed eseguite 20 inversioni
  • svuotate nel WC
  • se proprio siete dei perfezionisti lasciate la tank sotto acqua corrente per 10 minuti e poi svuotate

Fase 5: Imbibente

  • staccate il tappo a tenuta di luce della tank e posatelo da una parte
  • vedrete sul fondo della tank la spirale col vostro negativo sviluppato
  • riempite la tank d’acqua fino a ricoprire la spirale
  • fate cadere nell’acqua 1 o 2 gocce di imbibente e con il dito fate fare due o tre giri alla spirale
  • lasciate riposare per due minuti
  • svuotate nel WC
  • riempite la tank di acqua per un’ultima volta, date un paio di giri alla spirale
  • svuotate nel WC

Fase 6: Estrazione

  • estraete la spirale dalla tank
  • prendendo la spirale tra le due mani, giratela gentilmente in modo da farla aprire
  • il negativo rimarrà attaccato ad una delle due parti della spirale
  • gentilmente staccate il negativo dalla spirale
  • prendete un’estremità del negativo sviluppato e lasciate che si srotoli. Attenzione che il rullino può essere molto lungo, anche più di un metro, quindi evitate di farlo toccare terra
  • mettete ad asciugare il negativo

Lavate la tank, i tappi, caraffe, spirale e imbuti con acqua corrente e mettete tutto ad asciugare (non asciugateli con strofinacci o carta assorbente perchè lasciano polvere).
Ora dovete solo aspettare che sia asciutto il negativo!

In coda vi lascio alcuni videotutorial che possono chiarirvi un po’ i passaggi

Sviluppare a casa – parte 3: preparare i rullini

13 marzo 2012 7 commenti

Casa vostra è pronta, i parenti sono informati, i chimici sono lì in attesa sullo scaffale; cosa manca?
I rullini!
Cosa vi serve:

  • il o i rullini (iniziate con uno per far pratica)
  • tank con il tappo (quello ad imbuto a tenuta di luce. Mentre quello a tenuta stagna vi serve quando sviluppate)
  • spirale/i
  • una forbice da carta piccola (con le punte smussate, se no vi bucate, è assicurato)
  • la changing bag
  • un cavatappi (per il 35mm)

Questa è la fase che può dare più complicazioni e risultare noiosa: se la superi anche con tutte le frustrazioni che può dare, sei un vero innamorato della pellicola.
Consiglio vivamente di sacrificare un rullino per provare tuttle le attività sotto descritte 3 o 4 volte senza la changing bag.
Inoltre, la fase di “montaggio” del rullino sulla spirale consiglio di testarla una decina di volte. Le prime due volte provate ad occhi aperti, le altre ad occhi chiusi.
Provate anche ad aprire la spirale quando è già caricato il rullino. Vi aiuterà a gestire i casi di rullino incastrato. Sono situazioni molto noiose, frustranti e spesso si rovina il negativo.
Ricordatevi che quando avrete tutto nella changing bag non potrete riaprirla, se non perdendo tutto il rullino.

Prendete la changing bag e infilateci dentro tutto. Chiudete con la zip e con la chiusura in velcro (se presente).
Mettetevi come siete più comodi, con la changing sul tavolo o in grembo, come vi trovate meglio insomma.
Infilate le mani nella changing bag, controllate e sistemate il materiale a portata di mano.
Aprite la tank e avvicinatevi la spirale (che dovrebbe già essere nella posizione del formato del rullino che dovete usare).
Prendete il rullino: se è 35 mm dovrete “stapparlo” con il cavatappi, come se apriste una bottiglia di birra. Il rullino è dentro al contenitore. Sfilatelo.
Se è 120 o 220 sarà arrotolato nella carta. Srotolate il negativo e staccate lo scotch che lo unisce alla carta.
Mettete la carta da un lato e con lo scotch bloccatela (in modo che non dia noia).
Prendete la forbice.
Individuata una delle estremità del negativo, dovete tagliarne i due angoli in modo da smussarlo. Questo faciliterà il caricamento.

Posate la forbice e prendete la spirale.
Individuate le linguette di caricamento.
Infilate il negativo nelle linguette finchè non supera le sferette di metallo.
Ora, muovendo delicatamente la spirale avanti e indietro, fate arrotolare lentamente il negativo sulla spirale finchè non sarà del tutto “inghiottito”.

Se il negativo s’incastra non disperate e soprattutto non tirate con forza! Dovete aprire la spirale, rimuovere il rullino, rimontare la spirale e ripartire da capo. Il tutto senza vedere niente. Ve l’ho detto che è meglio far pratica sacrificando un rullino 🙂
Se tutto è andato bene, infilate la spirale nel supporto (di solito un tubicino), poi nella tank e chiudete con il tappo a tenuta di luce (quello ad imbuto).
Il gioco è fatto. Potete aprire la changing bag.
Gettate la carta del rullino o il suo involucro e riponete il vostro materiale.
La tank, anche se a tenuta luce, va riposta al buio se non sviluppate subito.

Allenatevi molto.

Un video molto utile sul tema

La spirale che ti rovina la foto

1 febbraio 2012 3 commenti

Ho ripreso a sviluppare, in modalità industriale quasi, e il tempo per far le cose per bene mi manca.
E questo è un problema quando si tratta di gestire bene il negativo.

Avevo già parlato della spirale e come il passaggio dello sviluppo che la riguarda sia uno dei più complessi.
Qui vedete i risultati di un negativo che è stato estratto a forza dalla spirale perché incastrato.
Le pieghe che si formano sembrano impercettibili al tatto (ricordatevi che siete nella changing bag, non vedete nulla) quindi scoprirete se avete fatto danni solo quando avrete finito lo sviluppo.
Per far le cose per bene ricordatevi di avere le spirali perfettamente asciutte, il negativo tagliato agli angoli di un’estremità, e fate le cose con la dovuta calma, senza perdere la pazienza.

Le prime volte che si sviluppa è facile far incastrare il negativo sulla spirale, ma con la pratica diventa un evento raro.

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Negativo e spirale, amici-nemici

7 novembre 2011 2 commenti

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Una delle poche cose “difficili” nello sviluppo a casa è quando il negativo va arrotolato sulla spirale.
Questa mantiene il negativo fermo all’interno della tank ed evita che ci siano zone del negativo non raggiunte dai liquidi di sviluppo (se ad esempio due lembi di negativo si toccano, difficilmente sarebbero esposti ai chimici).
Le difficoltà di questa fase sono di due nature: la prima è che spesso e volentieri l’avvolgimento del negativo si blocca e bisogna ricominciare dall’inizio, la seconda che l’operazione va fatta nella changing bag, cioè senza vedere cosa si sta facendo.

Nelle fotografie che ho riportato si vede un negativo (sviluppato) di medio formato (6×6) e la spirale della relativa dimensione.
20111106-231507.jpg

Partiamo dal principio.
Per semplificare il lavoro di avvolgimento è necessario prendere una delle estremità del negativo e tagliarne i due angoli in modo da “smussare” l’estremità stessa. Questo permette uno scivolamento più facile e che gli angoli si incastrino per qualche motivo nella spirale.
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Si prende quindi l’estremità smussata e la si appoggia ad una delle due anse (vedi freccetta) e con delicatezza la si spinge dentro per un paio di centimetri.
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La spirale (almeno quella che utilizzo io) ha un meccanismo per cui bascula al centro, questo significa che le due spirali possono fare un leggero movimento. Le due anse quindi non sono nella stessa posizione e ciò permette di puntare il negativo da un lato e poi, ruotando verso di se il secondo lato della spirale, di puntare anche l’altro lato.
Il negativo arriva così ad un restringimento della spirale, di solito è presente una pallina d’acciaio (nei cerchietti), che fa da freno, in modo che il rullino non si svolga.
E’ sufficiente ora infilare per un altro paio di centimetri il negativo e poi, facendo oscillare avanti e indietro un lato della spirale il rullino si avvolge da solo!
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Questo se nostro signore dello sviluppo è dalla nostra parte.
Succede però che alcune volte si incastri e non ci sia modo di andare avanti o indietro.
L’unico intervento possibile è quello di aprire la spirale (a seconda del modello cambia la modalità) estrarre delicatamente il negativo e quindi iniziare nuovamente la procedura.
Mai, e dico mai, utilizzare spirali bagnate (magari avete appena finito di sviluppare un altro rullino). Il negativo si incastrerà di sicuro.

Per il secondo problema, l’impossibilità di vedere cosa si stia facendo, l’unica soluzione è la pratica, magari con un rullino già sviluppato o con uno sacrificato per la causa. Prima lo si avvolge alla luce del giorno per una decina di volte e poi si fa pratica ad occhi chiusi ed infine nella changing bag, provando a ripercorrere i passaggi fatti alla luce.
Fidatevi è solo una questione di esperienza.

Il consiglio è di fare molta pratica prima perchè, quando si è nella changing bag con un negativo su cui abbiamo lavorato molto, è veramente fastidioso doverlo rovinare perchè non si riesce a caricare nella spirale.