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Posts Tagged ‘bianco e nero’

E’ primavera: si risveglia la fotografia analogica

21 marzo 2012 Lascia un commento

Quale momento migliore per iniziare o tornare a scattare in analogico?
Quale periodo migliore per sviluppare i propri rullini?
La temperatura è giusta, le giornate si allungano e la vita torna a risvegliarsi dopo l’inverno.
Raccolgo un po’ di idee per i novizi della fotografia analogica.

La tecnica di sviluppo:  logistica, preparazione dei prodotti chimici, preparare il rullino, lo sviluppo, l’archiviazione.
Sviluppo e salute:  è pericoloso sviluppare, come si conservano i chimici
La scelta della macchina fotogrfica: il formato, come controllare una macchina usata, come controllare un obiettivo.

Buon divertimento!

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Mostra Fotografica: Robert Mapplethorpe

21 dicembre 2011 Lascia un commento

Fino al 9 aprile, al Forma di Milano, potete visitare la mostra personale di Robert Mapplethorpe.
178 fotografie del maestro newyorkese, dagli inizi con le polaroid ai corpi perfetti e statuari di uomini e donne bellissimi.
Qua una recensione della mostra.
Orario
tutti i giorni dalle 10 alle 20
Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 22
lunedì chiuso
Costo biglietto
Intero: 7,50 euro
Ridotto: 6 euro
Scuole: 4 euro

Sicurezza e smaltimento dei prodotti chimici dello Sviluppo: il tabù fotografico più nascosto

15 dicembre 2011 1 commento

Questo post mi è venuto in mente mentre sturavo la vasca da bagno con un bel litrozzo di Mister Muscolo, lo ammetto non è romantico.
Gli amici del marketing ti vendono il super acidone e, per legge, ti avvisano che il prodotto nuoce alla natura, ai pesci, ti scioglie le dita, si trasforma in gas velenosi, ecc ecc.
Ora dico, se mi vendete un prodotto del genere che male faranno i prodotti che uso per lo sviluppo dei miei adorati rullini?
E qui cala un velo di mistero e segreto, sollevato solo da pochi in Italia, dibattuto ampiamente nei paesi anglosassoni.
Come diavolo smaltisco i liquidi esausti?
La risposta giusta moralmente, scientificamente, legalmente e naturalisticamente è andare in una discarica specializzata.
La risposta breve è invece abbastanza vicina al vostro bidet ma io non la consiglio (predico bene, razzolo male, ma non ditelo a nessuno).
Alcune premesse doverose:

  • i chimici utilizzati per sviluppo, stop e fissaggio, contengono sostanze chimiche “pericolose” in dosi molto basse, questo non toglie che siano e rimangano pericolose
  • alcune sostanze sono più pericolose per l’ambiente e gli esseri umani di altre. Gli idrochinoni ad esempio sono dei simpatici cancerogeni e sono abbondanti in alcuni tipi di sviluppo steady (quelli in cui si lascia la tank ferma e non si eseguono le inversioni)
  • esistono soluzioni molto verdi e sicure da smaltire nelle acque di scarico, cercatele tra i vari fornitori, ma son costosette
  • dovete capire se la vostra fogna è settica o meno, cioè se calate dei chimici in un posto (poco simpatico di suo) che poi esplode per quello che state scaricando. Ditelo che non avreste mai pensato di dover parlare di fogne in ambito fotografico
  • ho scritto all’ARPA Lombardia per chiedere consigli ma non mi ha risposto nessuno; avevate dubbi?

Due note che aiutano sicuramente:

  • quando sviluppo e stop sono esauriti, miscelateli assieme. Questo annulla le loro proprietà basiche e acide con il risultato che il nuovo liquido è inerte (non vuol dire non inquinante, badate bene)
  • quando il fissaggio è esaurito, non gettatelo nel water. Nel fissaggio sono presenti le maggiori quantità di argento, che di per sè è peggio degli acidi come inquinante. La soluzione migliore sarebbe di portarlo in un negozio di fotografia che per legge li deve raccogliere e consegnare ai centri specializzati. Se proprio proprio non ce la fate, potete prendere i vari fissaggi esausti e metterli in una bella bottigliona con dentro una spugna d’acciaio. In teoria l’argento, con un processo molto lento, si ossiderà sull’acciaio che diventerà nero. [questa parte in arancio non ho la certezza che funzioni, prendetelo quindi con le pinze] Superata questa fase credo che sia sufficiente far evaporare il liquido rimasto (non in casa, magari sul balcone) e poi gettare il resto come rifiuto normale.

Per riassumere: lo sviluppatore saltuario difficilmente farà disastri ambientali, se paragonati a cosa scarichiamo mediamente nelle nostre fogne per lavare i piatti, sturare i lavandini e lucidare l’acciaio. Lo sviluppatore seriale dovrebbe, almeno per il fissaggio, trovare un modo sicuro di smaltimento.

Di seguito riporto anche alcuni articoli interessanti (anglo-ammerigani)

http://earth911.com/photographic-chemicals/tips-for-recycling-and-disposing-of-photographic-chemicals/

http://www.fau.edu/facilities/ehs/info/Photo-Chemicals-Safety.pdf

http://www.squarefrog.co.uk/techniques/developing-film.html

http://audario.forumfree.it/?t=17993275

Andate a vedere Ansel Adams a Modena!

12 dicembre 2011 1 commento

E’ una minaccia!
Sono passato di corsissima a Modena ma ragazzi… se ne valeva la pena!
Moltissime fotografie del maestro dei paesaggi, alcune famosissime (es: Moonrise) e tutte stampate dalle sue abili mani.
Vederle dal vivo e non sullo schermo di un PC o su un libro è un’esperienza di un  livello completamente diverso.
La cura maniacale ai dettagli e la nitidezza di certe immagini fa veramente impressione.
La mostra continua fino al 29 gennaio, non perdetevela!

Qua avevo riportato i dettagli della mostra.

Mostra fotografica: Immenso e fragile, un racconto dal Nord – Ragnar Axelsson

1 dicembre 2011 Lascia un commento

Al Centro Culturale di Milano (Via Zebedia, 2)  in questi giorni e fino al 15 Febbraio, potete visitare la mostra del fotografo islandese Axelsson che espone 40 stampe in bianco e nero del nord della terra.

Tutto è estremo e il bianco e nero lo sottolinea più del colore.

Orari
Da lunedì a venerdì 10-13 / 15-18
Sabato e domenica 16-20
Giorno di chiusura martedì
Ingresso gratuito

Qui una preview delle immagini.

Mostra Fotografica: La Belle Epoque nell’obiettivo di un fotoamatore – Francesco Carbonieri

22 novembre 2011 Lascia un commento

Fondazione Fotografia (la stessa che ha realizzato la prima importantissima mostra di Ansel Adams in Italia) propone fino al 29 gennaio 2012 la mostra sulla Belle Epoque con gli scatti di Francesco Carbonieri.
La mostra raccogli una settantina di scatti, dal 1908 alla fine degli anni venti, nel pieno della Belle Epoque, la vita spensierata, i viaggi in Costa Azzurra e in Europa, prima dell’arrivo delle nubi della Seconda Guerra Mondiale.
Quasi tutte le fotografie presentate sono stereoscopie, quindi i primi approci a quello che oggi chiamiamo 3D.

Una mostra da non perdere.

A Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino, Largo Porta Sant’Agostino, 22
Ingresso gratuito

Orari di apertura:
martedì/venerdì 11-13 / 15.30-19
sabato e festivi 11–20
lunedì chiuso

Aperture straordinarie
gio. 8 dicembre 11:00–20:00
dom. 25 dicembre 15:00–20:00
lun. 26 dicembre 11:00–20:00
dom. 1 gennaio 15:00–20:00
ven. 6 gennaio 11:00–20:00

Qui un estratto del commento al catalogo della mostra

Meglio investire nel mattone o negli obiettivi?

14 novembre 2011 Lascia un commento

Di sicuro non nelle macchine fotografiche, men che meno in quelle digitali.
Io sono per gli obiettivi e mi ha convinto per l’ennesima volta l’articolo di KR di oggi.

Un simpatico e vecchio obiettivo fisheye Nikon 6mm, in vendita su ebay alla modica cifra di 6900$. Probabilmente è stato comprato ad un prezzo esorbitante già all’epoca dell’uscita, ma di sicuro non a questo prezzo.
Il discorso è molto semplice: una macchina fotografica, seppure stracarica di funzionalità e sensore ipersensibile, nell’arco di un paio d’anni sarà superata da qualcosaltro, più potente, più performante, più più più.
E voi vi chiederete “me ne devo comprare un altra per stare al passo coi tempi?” e intanto l’uomo malefico del marketing si starà sfregando le mani.
Tutto è fatto per farti pensare che avrai bisogno di un’altra macchina fotografica, perchè se no sei indietro, le tue foto faranno schifo e altri giochini mentali.
Fai questa prova, cerca su ebay la tua macchina fotografica e guarda il prezzo. Come minimo costa 200€ in meno.
La svalutazione sulle macchine fotografiche è folle, ma nasconde la vera natura del mezzo, cioè la paghi e poi te la dovresti tenere per anni, perchè le fotografie belle o brutte vengono da te, non dalla macchina.
L’obiettivo, pur nella sua complessità, è solo un mezzo di trasmissione della luce, ieri oggi e domani.

Se uno vuole veramente spendere dei soldi, il modo “sicuro” è quello degli obiettivi.
A parte rari casi di lenti scadenti o di discontinuità nella produzione (vedasi il danno di Canon con la serie FD), un obiettivo mantiene nel tempo il proprio prezzo e, se delle serie professionali, ha buone probabilità di aumentare.
Un oggetto che dopo 20 o 30 anni (vedi un Nikon AIs) è ancora perfettamente funzionante e con ottimi risultati, o un qualsiasi obiettivo Leica della serie M che dopo 60 anni fa ancora la sua porca figura sono una scommessa vincente.
Quante Nikon D300s o Canon 550D vedremo in giro tra non dico venti, ma 4 anni? N E S S U N A.
Vedete ancora in giro qualcuno con una D1? No.
Quanta gente vedremo invece con la nuova Nikon/Canon D4999sx con attaccato il caro vecchio 18-55? Quanti 18-200 VR? Quanti vecchi 50mm 1.4? Quanti 135 DC manual focus?

Finchè ci saranno macchine fotografiche ci sarà bisogno di obiettivi, di obiettivi buoni.