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Usato garantito? Come controllare e scegliere un obiettivo usato


Costruendosi un kit minimo di “lavoro” fotografico con una reflex (e più in generale con le macchine fotografiche con obiettivi intercambiabili), la scelta di un obiettivo usato può essere una necessità economica o una ricerca di un oggetto specifico, per precisi fini fotografici.

Non starò qua a discutere di come debba essere composto un kit (o se debba esistere un kit) e quali obiettivi siano meglio di altri, mi limiterò a dare suggerimenti per la scelta migliore quando si sta guardando e contrattando un oggetto usato.

Un obiettivo è composto mediamente da:

  • lenti (anteriore, posteriore, interne)
  • barilotto, il contenitore delle lenti
  • meccanismo per la messa a fuoco
  • meccanismo per la gestione dei diaframmi
  • meccanismo di zoom (elicoidale o a pompa)
  • contatti elettrici
  • porta filtri anteriore e posteriore
  • bottoni vari (blocco zoom, focus manuale o automatico, ecc)
  • tappo anteriore e posteriore

1- la prima cosa da guardare è la pulizia generale dell’obiettivo, non tanto perchè influisce sul funzionamento, quanto perchè è un indice di come sia stato trattato.

2- si passa alle lenti: queste devono essere pulite, senza aloni colorati, senza graffi evidenti, non devono ballare o muoversi, non devono avere segni di incollature dove si congiungono con il barilotto.
Le lenti frontali spesso sono composte da più “strati” di lenti incollate tra di loro con chimici speciali. Controllate quindi che non siano scollate o siano presenti bollicine d’aria.
Le lenti interne sono difficilmente controllabili ma con una torcia anche piccola è possibile illuminare l’interno dell’obiettivo per vedere se ci sono problemi.
Lenti molto vecchie o tenute male possono presentarsi opache perchè con il tempo le protezioni antiriflesso sono state tolte per pulizie negligenti o, peggio, sono cresciuti funghi all’interno.
Lenti opache sono difficili da recuperare. Se avete la possibilità saltatele.
La presenza di piccoli puntini di polvere è normale negli zoom e di solito ininfluente sul risultato finale. Controllate comunque.
Buone lenti trasmettono bene la luce, ovviamente, quindi puntando la torcetta in una delle lenti anteriori o posteriori dovrete vedere dall’altra parte la luce ben contrastata e non attenuata.

3- il barilotto, al di là di essere pulito deve essere in buono stato. Se di metallo controllate che non sia graffiato o peggio che abbia segni di cadute (metallo piegato e curvato in forme strane). Una caduta provoca quasi sempre danni, magari non subito, ma sul lungo termine si faranno sentire.
Un discorso a parte vale per ottiche molto vecchie completamente in metallo non smaltato. Alcuni metalli possono presentare fioriture, cioè piccoli forellini o sollevamento degli strati esterni del metallo.
Normalmente non costituiscono un problema, a meno che non influiscano sui movimenti della lente.
Se il barilotto è in plastica controllate la pulizia e la presenza di graffi. E’ meno facile capire se l’obiettivo è caduto perchè la plastica sopporta meglio shock di questo tipo, ma la presenza di scheggiature non è un buon segno.
Prima di passare ad altro provate a shackerare l’obiettivo vicino all’orecchio. Se la lente è fissa non dovrebbe sentirsi niente. Se è uno zooom un po’ di rumore potrebbe sentirsi: controllate meglio con la torcetta che non ci sia niente tra le lenti.

4- il meccanismo di messa a fuoco più semplice è quello manuale. Sull’obiettivo avremo una ghiera e ruotandola le lenti si muovono. L’unico controllo che possiamo fare è che ghiera e il movimento siano fluidi, che non si debba applicare forza alla ghiera per muoverla e che le lenti (a volte sono solo quelle interne che si muovono) si spostino senza fare rumore e fatica.
Un meccanismo in buono stato deve essere mosso con precisione con un solo dito.
Attenzione a non cadere nell’eccesso opposto, cioè la ghiera e il meccanismo interno non devono più muoversi se non applichiamo pressione con le dita o se muoviamo l’obiettivo. Una ghiera che balla o il meccanismo che si sposta anche di poco al solo movimento dell’obiettivo darà fotografie non a fuoco.
Gli obiettivi autofocus funzionano come i manuali (quindi valgono i medesimi controlli) in più hanno un meccanismo che li connette alla macchina fotografica e al motorino che dice alla lente a che focus posizionarsi.
Quelli più semplici sono composti da una vite che, quando la lente è montata sulla macchina, gira e sostituisce il movimento del dito sulla ghiera. Noi possiamo controllare che muovendo la ghiera anche la vite giri.
20111113-004837.jpg
I meccanismi più complessi (e più recenti, come gli AF-S di Nikon e gli ultrasonic di Canon) hanno il motorino dell’autofocus interno all’obiettivo quindi non c’è modo di sapere se funziona, a meno di montarlo e provarlo.

5- il diaframma è composto da lamelle di metallo, in numero variabile, che chiudono o aprono il passaggio alla luce. Il meccanismo è controllato da una ghiera numerata. Ruotando la ghiera dovremo vedere che le lamelle si muovono. Il movimento della ghiera deve essere secco ma facile e le lamelle devono fermarsi tutte nello stesso punto, cioè formando un passaggio con una forma geometrica molto precisa.
20111113-005608.jpg
Una lamella non posizionata bene è indice che il diaframma non funziona bene o che probabilmente l’obiettivo è caduto. Saltate questa lente.
Con la torcia illuminate le lamelle, queste devono essere pulite, non graffiate o con il metallo esposto e non devono essere ingrassate. in questi ultimi due casi è molto probabile che stiano spargendo tra le lenti interne polvere e altre impurità che sul lungo andare rovinano la trasmissione della luce della lente.
Se l’obiettivo ha il diaframma controllabile dalla macchina fotografica avrà sulla ghiera un fermo (un bottoncino o levetta che blocca la ghiera al diaframma più alto) e vicino alla lente posteriore una levettina di metallo. Questa è il meccanismo che permette alla macchina di controllare il diaframma. Controllate che muovendo la levetta si muova anche il diaframma.
La leva è bilanciata da una molla, quindi muovendola e lasciandola il diaframma deve tornare alla posizione originale da sola.
20111113-004706.jpg

6- lo zoom permette di raggiungere diverse lunghezze focali ruotando una ghiera (elicoidale) o tirando/spingendo il barilotto (a pompa), in modo da allungarlo o accorciarlo.
E’ opportuno controllare che la ghiera si muova facilmente e che lasciata rimanga ferma; allo stesso modo l’obiettivo allungato deve rimanere fermo e non accorciarsi/allungarsi semplicemente mettendolo in verticale. Soprattutto nelle versioni a pompa, c’è il rischio che alcune ottiche messe ad una certa angolazione comincino a muoversi da sole.
Controllate infine che la parte di obiettivo che viene esposta quando si allunga il barilotto siano lisce e pulite e non presentino graffi. Se ci sono graffi è possibile che qualcosa nel meccanismo si sia staccato.

7- le ottiche “recenti” hanno dei contatti metallici (pin) che permettono di trasmettere informazioni tra l’obiettivo e la macchina fotografica, ad esempio per la gestione dei diaframmi.
20111113-231958.jpg
Controllate che non siano ossidati e opachi. Buoni contatti sono brillanti. Attenzione che un contatto imperfetto pregiudica il buon funzionamento dell’obiettivo ed è un difetto difficile da rilevare.

8- il portafiltri anteriore è di solito costituito da un taglio a vite sul barilotto, davanti alla lente frontale. Verificate che la vite sia in buono stato e integra, altrimenti i filtri non si avviteranno o rimarranno incastrati. Il portafiltri posteriore (abbastanza raro) è invece un piccolo spazio dietro la lente dove si infilano filtri in lamina, bloccati da una molla o un fermo. Nel caso ci fosse, controllerei che il meccanismo di blocco funzioni.

9- a seconda dell’ottica potrebbero essere presenti bottoni e levette, ad esempio per il blocco dei diaframmi o per passare da focus manuale ad automatico. Per questi controlli è quasi sempre necessario montare l’ottica sulla macchina. In mancanza di questa il controllo sarebbe molto superficiale.

10- i tappi anteriori e posteriori sono i più cari amici delle vostre lenti. Dovete averli. Devono essere puliti e ben saldi sulla lente. Non devono cascare per nessun motivo.

Bene, la lezione prolissa è finita, ma vi do un ultimo consiglio: informatevi, informatevi e informatevi.
Andate e comprate.

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  1. 14 febbraio 2013 alle 15:10

    “Usato garantito? Come controllare e scegliere un obiettivo
    usato Fotografia Analogica Oggi” was indeed a very good article and I
    was indeed very glad to find it. Thank you-Toby

  1. 5 marzo 2012 alle 15:04
  2. 21 marzo 2012 alle 10:15
  3. 15 gennaio 2013 alle 18:56
  4. 16 gennaio 2013 alle 19:23

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