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La pellicola perfetta
Questo titolo è un inganno, come tutti i titoli studiati dal Marketing per vendere qualcosa.
Una delle domande che mi sono fatto passando dal digitale all’analogico è stata quale diavolo di pellicola avrei usato.
Mi sono informato un po’ sul web ma ho trovato solamente un ridda infinita di consigli, “scegli di qui, no! scegli la”, “scegli quelle che sono più granulose”, “no prendi quelle che ti danno più definizione” e via così.
Quale scegliere quindi?
Dopo mesi di continui cambi e di risultati molto simili, non riuscivo ancora a capire cosa non andava. C’era veramente bisogno di provare 40 tipi diversi di pellicola? La risposta è no. Basta prenderne una con l’iso con cui scattiamo più spesso ed attaccarcisi come una cozza.
Perchè? Perchè la pellicola da sola non va da nessuna parte. La pellicola è solo una parte del processo di produzione di una fotografia e, per fare bene le cose, uno deve avere chiaro il quadro d’insieme, da quando espone fino allo sviluppo su carta fotografica.
La scelta migliore da fare è costruirsi un modello di come tu fotografo, un tipo di pellicola e un tipo specifico di sviluppo funzionate assieme.
Dopo una decina di rullini sviluppati nello stesso modo capisci come la tua creatività è legata al mezzo-pellicola e al mezzo-sviluppo.
Il risultato ti piace? Allora continua così.
Il risultato non ti piace? Hai 3 variabili che puoi cambiare: tu, pellicola o sviluppo.
Cambiane sempre e solo una alla volta.
App: Massive Dev Chart Timer
Uno dei siti web fondamentali per chi sviluppa bianco e nero in casa è Massive Dev Chart, dove sono raccolte le varie combinazioni di negativi – chimici di sviluppo – temperature – tempi.
Gli amiconi del sito hanno giustamente creato una app, per iphone/ipod/ipad e per cellulari con Android per potersi portare dietro queste informazioni essenziali per lo sviluppo.
Il tutto è stato “condito” con:
- un timer che scandisce il tempo delle 4 fasi di sviluppo
- un help alla diluizione dei chimici
- l’aggiornamento del tempo di sviluppo a seconda della temperatura
- 3 modalità di “illuminazione” (che non servono a una mazza finchè si sviluppano negativi)
E’ molto semplice ed intuitivo da usare e tra l’altro è veramente, veramente, comodo.
Fidatevi

Olympus OM-2 e OM-2n

Un’ottima macchina per entrare nel mondo della pellicola è la Olympus OM-2/OM-2n, prodotta a partire dal 1975.
Si tratta di un pezzo di storia della fotografia, in quanto è la prima ad utilizzare l’esposimetro TTL (through the lens) e OTF (on the film), quindi è di fatto progenitrice di tutte le reflex successive per quanto riguarda la lettura dell’esposizione e il suo utilizzo automatico in modalità priorità dei diaframmi.
La macchina ha caratteristiche simili a quella della Nikon FE2 (anche se arriva solo a 1/1000 di secondo) ma ha come punto di forza proprio l’esposimetro.
Le ottiche, Zuiko, sono tutte ottime. Di solito viene venduta in kit con il 50mm 1.8.
La lunga vita della serie OM (sono arrivati alla 10) garantisce un enorme numero di accessori e obiettivi.
Prezzo: macchine in buono stato, con lente Zuiko 50mm, su eBay si trovano sotto i 150$. Nel mercato alternativo (piccoli annunci) si trovano anche da 100€.
Recensioni:
- specifiche – istruzioni dal sito Mir
- wikipedia
- camerapedia
Immagine recuperata da http://www.mediajoy.com/en/cla_came/olympus-om2/
Libri: La fotografia come arte contemporanea. Charlotte Cotton – Einaudi
Ultimamente sto leggendo questo libro di Charlotte Cotton, direttore creativo del National Media Museum di Bradford, pubblicato da Einaudi. Il libro è incentrato sulla fotografia intesa come arte contemporanea fine a se stessa, non solo come mezzo di comunicazione e documentazione.
Il libro propone, analizza e discute il lavoro di 170 artisti dagli anni ’80 ad oggi.
Se non avete mai letto niente di critica fotografica (io ne avevo un gran timore) questo è un buon libro per iniziare.

Analogico VS Digitale: l’archiviazione
Uno dei tanti argomenti in gioco nella sfida tra analogico e digitale è quello dell’archiviazione delle fotografie/negativi, in modo da renderle disponibili nel futuro (qualsiasi futuro vogliate).
Sintesi:
- l’analogico ha un processo molto sicuro e consolidato nel tempo. E’ più complesso al momento ma affidabile sul lungo periodo
- il digitale è semplice al momento ma implica che passerai la vita a fare backup (finchè “Cloud” non sarà affidabile e affordabile)
Vediamo come avvengono i due processi.
Analogico
Una buona archiviazione parte dal lavaggio del negativo. In questa fase è essenziale rimuovere ogni traccia dei prodotti chimici usati per lo sviluppo perchè, se non eliminati, continuerebbero ad agire lentamente ma costantemente.
Il lavaggio conservativo/archiviazione prevede di utilizzare solo acqua distillata/demineralizzata per un primo risciacquo veloce (si riempie e si svuota la tank), un secondo con 10 inversioni, un terzo con 20 inversioni e poi la tank sotto acqua corrente per 10/20 minuti.
Nel lavaggio “normale” si procede fino alle 20 inversioni, seguite da un paio di minuti sotto acqua corrente.
Se si usa acqua del rubinetto è sempre buona cosa utilizzare un wetting agent (sapone neutro) come ultimo risciacquo, in modo che con lo sgocciolamento non si fissino sali minerali e impurità sul negativo.
Il negativo deve essere quindi asciugato. Anche questa fase può essere gestita in diversi modi.
Il migliore dovrebbe essere appendere il negativo in un mobiletto ad hoc in modo che non circoli aria e polvere in sospensione (tenete presente che un negativo bagnato è appiccicoso come il miele) ed aspettare qualche ora.
In alternativa al mobiletto dedicato (per chi non ha spazio) alcuni consigliano di mettere ad asciugare il negativo nel bagno di casa, dopo aver prodotto molto vapore con l’acqua calda con doccia e lavandini (questo abbatte la polvere in sospensione).
L’ultimo metodo, quello più comune, è di mettere il negativo appeso nella stanza/luogo con meno circolo d’aria.
Asciugare il negativo col phon è abbastanza da suicida in quanto viene sparata ad alta velocità polvere sul negativo (quindi è anche più difficile rilavarla via) e il calore può facilmente deformarlo.
Sono disponibili anche delle speciali pinzette con le estremità di plastica morbida che aiutano a rimuovere l’acqua in eccesso dal negativo, accelerando l’asciugatura, ma aumentano moltissimo il rischio di rovinare il negativo. Le sconsiglio.
Asciugato il negativo va tagliato e riposto in appositi fogli di acetato leggero (simile alla carta da forno, ma chimicamente inerte in modo da non incollarsi e interagire con il negativo). I fogli dovrebbero poi essere conservati in ambiente secco e a temperatura costante (20-25 gradi), senza flusso d’aria e non esposti alla luce del sole.
Un negativo trattato con il lavaggio conservativo/archiviazione e conservato nei fogli di acetato come descritto prima, ha una vita di almeno 100 anni.
Rischi: perdere i negativi, incendio dei negativi.
Digitale
L’archiviazione digitale è sul momento più rapida e semplice ma nasconde molto bene alcuni problemi di gioventù del supporto digitale. Molti si focalizzano sulla sola fase di backup dei file, come se questa fosse l’unica cosa sensata da fare.
Una buona archiviazione inizia prima ancora di iniziare a scattare.
A seconda della macchina fotografica bisogna procurarsi SD o CF, di marca conosciuta, e poi bisogna formattare i supporti.
La formattazione è opportuno che sia fatta non in versione veloce (semplicemente archivia i files presenti come da sovrascrivere) ma in quella standard, che cancella realmente i files.
Il rischio, minimo ma sempre presente, è che la scheda di memoria ad un certo punto smetta di funzionare perchè ha incontrato problemi con i file precedenti. Vi assicuro che non è piacevole e, se lo si fa per lavoro, critica.
Un altra cosa da evitare sempre è quella di cancellare fotografie dalla memory usando la macchina fotografica e poi continuare a scattare. Il rischio che la memory si impasti aumenta moltissimo. Perchè rischiare quando si possono cancellare in sicurezza tutte le fotografie che si vogliono dopo?
Alcune macchine fotografiche professionali (es dalla Nikon D700 in su) hanno un secondo slot per la memory card che può essere utilizzata in modalità backup (copia i file della prima memory) oppure per continuare a salvare fotografie quando la prima è esaurita. Da un punto di vista professionale è ovviamente più importante il primo approcio: è più importante non perdere fotografie, magari di un lavoro importante, o portarsi dietro qualche memory in più?
Scattate le fotografie, tutti i file vanno scaricati sul proprio PC e archiviati, un po’ come vi pare, in cartelle e sottocartelle.
Qui si arriva al cuore dell’archiviazione digitale: il backup.
Buona norma sarebbe di copiare subito il contenuto su un altro HardDisk e creare un DVD con le fotografie appena salvate. In caso di problemi sul PC o su uno dei due supporti, si ha sempre un’ultima chance.
Altra procedura applicabile per non avere in giro troppi DVD è di salvare su due HD in parallelo o avere un HD dedicato al backup delle sole fotografie e uno che serva da backup per tutto il contenuto del PC (per gli utenti mac parlo di Time Machine).
E’ insita in questa procedura il suo più grande rischio o limite: fino a quanto potrò continuare a salvare e risalvare files, visto che si producono sempre più fotografie, sempre più pesanti? E’ vero, ormai sono in vendita HD da svariati TeraByte, ma ciò vuol dire che ogni x tempo (2 anni?) dovrò rifare il backup sul nuovo supporto più grande, e così via per qualche decina d’anni. Non credo che sarà sostenibile, almeno per la noia che comporta questo lavoro.
Durata di un archivio di questo tipo? Al momento massimo 15 anni (più o meno da quando la fotografia digitale è entrata nelle nostre case)
Il metodo di archiviazione del futuro è legato alla rete, con l’esplosione in questi ultimi due anni della cosidetta “Cloud”.
Invece di creare DVD o tenere aggiornati n HD, si salva in rete tutto quello che si è scattato.
Questo diventerà il metodo migliore e durevole nel tempo per fare un backup, quando lo spazio a disposizione sarà ad un costo accessibile e le velocità di trasferimento dati saranno aumentate.
Certo, il rischio che un datacenter vada a fuoco ci sono sempre (salutiamo gli amici di Aruba), ma la tua copia di backup l’hai fatta lo stesso (non ti fiderai mica della Cloud?).
Rischi: perdita HD, furto PC e HD, perdita DVD, guasto HD-PC-SD-CF-DVD, datacenter a fuoco, finita la corrente.
Mostra Fotografica – Leonard Freed “Io amo l’Italia”
A Milano, al Palazzo delle Stelline, ha aperto da poco la mostra del fotografo newyorkese dedicata all’Italia vista e amata nei suoi viaggi.
LEONARD FREED. IO AMO L’ITALIA
Fondazione Stelline, Corso Magenta 61 | Gallery I
20 ottobre 2011 – 8 gennaio 2012
Orario / Hours
martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso il lunedì e domenica 25 dicembre)
Tuesday – Sunday, 10 a.m. – 8 p.m. (closed Mondays and Sunday Dicember 25th)
Aperture straordinarie: martedì 1 novembre; mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre; lunedì 26 dicembre; domenica 1 gennaio 2012; venerdì 6 gennaio 2012
Special openings: Tuesday November 1st; Wednesday December 7th; Thursday December 8th; Monday December 26th; Sunday January 1st; Friday January 6th
Infoline: T. +39.02 45462411
Biglietti / Tickets:
Intero € 6; ridotto € 4,50; scuole € 3
full € 6; reduced € 4,50; schools € 3
La biglietteria chiude mezz’ora prima
Ticket office closes half an hour earlier
Catalogo / Catalogue
Admira Edizioni (pp.216; € 40 in mostra; € 45 in libreria)
Ufficio Stampa / Press Office
CLP Relazioni Pubbliche
T. +39.02.433403
press@clponline.it
Nikon FE2
Inauguro questa “rubrica”, dedicata alle macchine analogiche più accessibili come prezzo e reperibilità, con la Nikon FE2.

Nikon FE2
Lanciata nell’83 e uscita di produzione nell’87, è la prima Nikon ad avere il flash sync a 1/250 e tempi fino a 1/4000 di secondo.
Il fuoco è manuale e può montare tutte le ottiche AI fino alla G esclusa.
L’esposimetro è TTl, centro bilanciato.
Prezzo: macchine in buono stato si trovano da 180$. Nel mercato alternativo (piccoli annunci) si trovano anche da 120€.
Recensioni:
- Camerapedia
- Nadir Magazine
- Ken Rockwell
- MIR – con tutti i dettagli sulla gestione della macchina
Manuale: Nikon FE2 Manual
Mostra fotografica – Steichen (gli anni di Condè Nast)
Alla Galleria Carla Sozzani (Corso Como 10, Milano), in mostra dal 19 novembre al 12 febbraio 2012, alcune fotografie di Steichen (figliol prodigo di Stieglitz) nel periodo in cui lavorava per Condè Nast.

Se siete interessati a Steichen o ai suoi contemporanei, vi consiglio il libro di Taschen con la raccolta completa di Camera Work.
Mostra Fotografica – La scelta della felicità di Jacques Henri Lartigue
Alla fondazione FORMA la mostra su un maestro della sperimentazione.
Periodo
dal 23 settembre
al 20 novembre 2011
Orario
tutti i giorni dalle 10 alle 20
Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 22
lunedì chiuso
Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
Mostra Fotografica – Ansel Adams in Italia (La Natura è il mio regno)
Finalmente in Italia una mostra dedicata al maestro del paesaggio in bianco e nero.
A Modena, 70 fotografie in stampa originale e, cosa miracolosa, ingresso gratuito!
Qui il link della mostra.

Dal 16 settembre al 29 gennaio 2012
Ex Ospedale Sant’Agostino
Largo Porta Sant’Agostino, 228
41121 Modena, Italia
a cura di Filippo Maggia
ingresso gratuito
Orari di apertura
martedì/venerdì 11-13 / 15.30-19
sabato e festivi 11–20
lunedì chiuso
- Dal 16 settembre al 29 gennaio 2012
-
Aperture straordinarie
- mar. 1 novembre 11:00–20:00
- gio. 8 dicembre 11:00–20:00
- dom. 25 dicembre 15:00–20:00
- lun. 26 dicembre 11:00–20:00
- dom. 1 gennaio 15:00–20:00
- ven. 6 gennaio 11:00–20:00
Visite guidate
sab. 1 ottobre alle 11:30
sab. 22 ottobre alle 11:30
sab. 12 novembre alle 11:30
mer. 23 novembre alle 18:00
sab. 3 dicembre alle 11:30
mer. 18 gennaio alle 18:00
sab. 28 gennaio alle 11:30
È possibile prenotare apposite visite guidate alla mostra per gruppi o scolaresche.
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 059 239888
segreteria.mostre@fondazione-crmo.it



